Per papà Vincenzo, con amore e speranza
Mio papà, Sodaro Vincenzo, era un Vigile del Fuoco in pensione. Era un marito esemplare, un grande papà, un nonno affettuoso. Era un uomo buono, un amico autentico e un grande tifoso del Catanzaro, ma soprattutto il nostro eroe. La sua diagnosi insidiosa è arrivata pian piano, nel 2023, dopo una frattura di femore e una fisioterapia non in ripresa. Una diagnosi sospettata a Lamezia Terme, il dottore Federico Tosto neurologo che sin da subito aveva intuito.
Una spina nel fianco, per me figlia soprattutto, infermiera di professione che ne conosceva la clinica. Ricordo ancora quel viaggio di rientro in macchina, con gli occhi lucidi, ma con la speranza nel cuore.
Perché papà, di voglia di vivere ne aveva e pure tanta. Il viaggio a Milano, al Besta e il ricovero successivo al Maugeri. È lì che la coscienza ha il sopravvento, ma anche la conoscenza di tanti buoni amici diventati poi fratelli e compagni di vita. Una vita, forse ingiusta, ma che ci ha permesso nonostante la malattia di apprezzare ogni piccola cosa, ogni piccolo momento trascorso con lui.
Il mio papà, colui che ci ha insegnato a stare al mondo e soprattutto il senso di famiglia, la sua famiglia, il suo orgoglio più grande. Avremmo voluto viverlo ancor di più, ma forse era così che doveva andare.
È e sarà difficile vivere senza di lui ma vorremmo che il suo ricordo resti per sempre vivo così come vivo é e sarà sempre il nostro amore per lui. Abbiamo, per questo, deciso di dare un contributo alla ricerca nella speranza che questa brutta bestia possa una volta per tutte trovare una cura seppure la cura più grande, nonostante la rabbia nel vederli cambiare, credo sia l’Amore che vince sopra ogni cosa.
Ciao Papà, ti amiamo.
Famiglia Sodaro, Catanzaro.
Chi desidera ricordare Vincenzo con un gesto di solidarietà a favore della Ricerca sulla SLA può sostenere AISLA tramite bonifico bancario, indicando nella causale “In memoria di Vincenzo Sodaro”.
AISLA APS presso BANCO BPM S.P.A., IBAN IT 04 V 05034 10100 000000001065

























Correva l’anno 2014, finalmente lasciavo il lavoro, come dice il filosofo e giornalista M. Maggiani, nel suo libro “Romanzo della Nazione”, tesi che io condivido:
Finalmente arriva il 2014, con la tanto attesa pensione e l’ultimo viaggio a Minorca dove si pensa di trasferirsi.
Ricordo ancora come se fosse ieri quando sono iniziati i primi sintomi al mio papà, nessuno si aspettava una cosa cosi grande, nessuno tranne lui. Io, mia sorella, mio fratello e mia madre cercavamo di tranquillizzarlo, dicendogli che la sua
Quando è arrivata la diagnosi, ho detto a mio padre che sicuramente i medici avevano sbagliato, che erano stati frettolosi, che lui stava “bene”, tutto sommato. Abbiamo deciso di consultare altri pareri e dopo un paio di mesi di ulteriori visite, eccola di nuovo, scritta nero su bianco: Sclerosi Laterale Amiotrofica
La finestra di questa stanza è il mio occhio sul mondo da cinque anni. Ho fatto i conti a mente: sono 1825 giorni, 43800 ore, 5 inverni, 5 estati, 5 primavere, 5 autunni. 
Dal 2019 lavoro come Psicologa presso l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica AISLA, sezione di Cremona.