JOËLETTI CON GIORGIO? LA RISPOSTA È SÌ
Un uomo, una montagna, una joëlette e un sogno. E poi ci sono centinaia di persone che decidono di spingere quel sogno un po’ più avanti.
È la storia di Giorgio Antezza, persona con SLA, originario di Matera e residente a Barzanò, in provincia di Lecco. Una storia fatta di desideri, relazioni e nuovi traguardi, ma soprattutto della scelta di non lasciare che la malattia stabilisca il confine dei luoghi ancora da vivere.
Dopo l’esperienza vissuta a Matera, tra i Sassi e i paesaggi della sua terra d’origine, Giorgio è tornato a mettersi in cammino. Lo ha fatto il 6 settembre ai Laghi di Cancano, in Alta Valtellina, dando vita a una nuova avventura dal forte valore simbolico: “Joëletti con Giorgio?”.
Una passeggiata inclusiva resa possibile grazie alla joëlette, speciale carrozzina fuoristrada monoruota, che ha accompagnato Giorgio lungo un percorso che, con una carrozzina tradizionale, non avrebbe potuto affrontare. Ma la forza di questa storia non sta soltanto nella possibilità di raggiungere un luogo altrimenti inaccessibile. È nel modo in cui Giorgio, insieme alle persone che lo accompagnano, continua a trovare nuove possibilità per vivere la natura, la bellezza e la relazione con gli altri.
L’iniziativa, patrocinata da AISLA, nasce da un obiettivo concreto: raccogliere fondi per l’acquisto di una nuova joëlette, che possa trasformare un’esperienza speciale in una possibilità permanente per molte altre persone. La nuova joëlette sarà destinata al territorio di Barzanò, della Brianza e del Lecchese e potrà essere utilizzata gratuitamente dalle persone con disabilità, attraverso il CAI di Barzanò. L’obiettivo è rendere maggiormente accessibili la montagna, i percorsi naturalistici e gli spazi all’aperto, offrendo a chi vive una disabilità motoria la possibilità di partecipare a esperienze che altrimenti sarebbero difficilmente raggiungibili.
Il progetto iniziale prevedeva per Giorgio il raggiungimento del Piz Lunghin, in Svizzera, località dalla quale hanno origine corsi d’acqua diretti verso diversi bacini europei. L’acqua avrebbe dovuto diventare il simbolo di un messaggio semplice e universale: chiedere la fine dei conflitti. Il percorso ai Laghi di Cancano ha mantenuto intatto questo significato.
Prima della partenza, Giorgio ha affidato alla sua voce artificiale alcune riflessioni sulla propria condizione. La voce, che ha scelto di chiamare Vittorio, accompagna oggi il suo modo di comunicare.
«Vi presento Vittorio, la mia voce metallica», racconta Giorgio.
Poi una frase sintetizza con particolare efficacia il rapporto tra la malattia e il suo modo di continuare a guardare al futuro: «Mente pronta e corpo piatto, è qui con voi!»
La SLA ha progressivamente limitato la mobilità del suo corpo. La mente, invece, continua a progettare, immaginare e desiderare. E in quella vita continua ad esserci la famiglia, fatta dalla moglie Carmela, i figli Marta, Francesco e Marco, le nipotine e tutti coloro che gli sono accanto. La famiglia rappresenta una parte fondamentale del suo percorso, insieme alla rete di volontari e sostenitori che rende possibile organizzare iniziative accessibili anche alle persone con disabilità grave.
È una rete fatta di persone che mettono a disposizione tempo, energie e risorse. Persone che, insieme, trasformano un’idea in un’esperienza concreta.
«È bello scoprire che l’uomo aiuta l’uomo, l’esatto contrario delle guerre, l’uomo distrugge l’uomo», ha dichiarato Giorgio, a valle dell’iniziativa. Ed è per questo che alla domanda posta dall’evento, “Joeletti con Giorgio?” la risposta non poteva che essere affermativa. 10, 100, 1.000 joëletti con Giorgio.














