Congresso SIN 2026: la ricerca sulla SLA tra nuove terapie, biomarcatori e medicina di precisione

Dal 24 al 27 ottobre, a Firenze, il 56° Congresso nazionale della Società Italiana di Neurologia. AISLA propone una guida agli appuntamenti scientifici dedicati alla sclerosi laterale amiotrofica: dalle prospettive terapeutiche agli studi sui meccanismi della malattia, fino alle nuove strategie per migliorare diagnosi e sperimentazioni cliniche.

Firenze, 22 ottobre 2026 – Quali progressi stanno cambiando il trattamento della SLA? Perché la malattia si manifesta e progredisce in maniera diversa da persona a persona? E come possiamo rendere più efficaci gli studi clinici?

Sono alcune delle domande che attraverseranno il 56° Congresso nazionale della Società Italiana di Neurologia (SIN), in programma dal 24 al 27 ottobre 2026 alla Fortezza da Basso di Firenze. Il programma dedica alla sclerosi laterale amiotrofica sessioni specifiche, workshop e comunicazioni scientifiche che restituiscono un quadro articolato della ricerca: nuove possibilità terapeutiche, medicina di precisione, biomarcatori, diagnosi precoce e comprensione dei meccanismi biologici della malattia.

Dalle nuove terapie agli studi clinici: la ricerca guarda avanti

Sabato 24 ottobre, dalle 14:30 alle 17:00, la sessione dedicata alle nuove terapie nelle malattie neuromuscolari ospiterà due interventi sulla SLA.

Nicola Ticozzi (Milano) affronterà le lezioni apprese dalle terapie innovative e le nuove strategie terapeutiche. Jessica Mandrioli (Modena) approfondirà invece i limiti degli attuali trial clinici e le modifiche necessarie per migliorare la ricerca.

Il confronto mette al centro un tema decisivo: non soltanto individuare nuovi trattamenti, ma comprendere come progettare sperimentazioni capaci di misurarne in modo sempre più accurato benefici e limiti.

SLA-SOD1: dalla scoperta genetica alla pratica clinica

Domenica 25 ottobre, dalle 15:00 alle 16:00, un simposio interamente dedicato alla SLA associata a mutazioni del gene SOD1 approfondirà il passaggio dalla ricerca genetica alle possibilità terapeutiche.

Nicola Ticozzi ricostruirà il percorso scientifico dal gene alla terapia. Mario Sabatelli (Roma) affronterà le sfide del trattamento nella pratica clinica e le evidenze emergenti dall’esperienza reale. Adriano Chiò (Torino) approfondirà il contributo della medicina di precisione alla gestione della SLA.

È un ambito nel quale la ricerca sta introducendo cambiamenti significativi, pur riguardando una specifica forma genetica della malattia. Per AISLA, raccontare questi progressi significa anche distinguere con chiarezza le possibilità oggi disponibili dalle prospettive ancora in fase di studio.

Sempre domenica, alle 16:00, Gianni Sorarù (Padova) interverrà sulla gestione del trattamento della persona con SLA.

Perché la SLA è così diversa da persona a persona?

Lunedì 26 ottobre, dalle 17:00 alle 18:00, il workshop SLA: i nodi ancora irrisolti della malattia, moderato da Adriano Chiò e Jessica Mandrioli, riunirà quattro approfondimenti.

Veria Vacchiano (Bologna) analizzerà i determinanti biologici dell’esordio e delle diverse manifestazioni della malattia. Rosario Vasta (Torino) affronterà i meccanismi che contribuiscono alla variabilità individuale della progressione. Raffaele Dubbioso (Napoli) approfondirà il ruolo dei biomarcatori, mentre Fabiola De Marchi (Novara) presenterà strategie per una nuova generazione di studi clinici.

La variabilità della SLA rappresenta una delle principali difficoltà sia nell’assistenza sia nella ricerca. Comprenderla meglio significa lavorare verso valutazioni più precise, sperimentazioni più mirate e percorsi di cura maggiormente personalizzati.

TDP-43, tofersen e diagnosi precoce: i contributi della ricerca italiana

Martedì 27 ottobre, dalle 8:30 alle 10:30, la sessione di comunicazioni orali sulle malattie del motoneurone presenterà dieci contributi scientifici, molti dei quali direttamente dedicati alla SLA.

Tra gli argomenti in programma:

  • TDP-43 e risposta immunitaria, con uno studio sui meccanismi che collegano la patologia TDP-43 all’attivazione dei linfociti CD8, presentato da Matteo Zanovello e collaboratori.
  • Tofersen nella SLA-SOD1, con un aggiornamento sui risultati clinici e sui biomarcatori a lungo termine in una coorte multicentrica italiana, presentato da M. Giacchino e collaboratori.
  • Diagnosi precoce, attraverso algoritmi di apprendimento automatico, con E. Matteoni e il gruppo di Torino.
  • Biomarcatori plasmatici, con studi dedicati a NfL, GFAP, pTau181 e alle loro relazioni con i cambiamenti biologici della SLA.
  • Progressione, aspetti cognitivi e comportamentali, attraverso analisi di coorti italiane e grandi raccolte di dati clinici.

La sessione testimonia il contributo di una rete di ricercatori e centri clinici italiani che lavora su interrogativi complementari, dalla biologia della malattia alle possibilità di riconoscerne e seguirne l’evoluzione.

Cristina Moglia: «La sfida è collegare sempre meglio ricerca e pratica clinica»

«La ricerca sulla SLA sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Le nuove prospettive terapeutiche, gli studi sui biomarcatori e la crescente comprensione dei meccanismi della malattia ci chiedono di lavorare in modo sempre più integrato. Il punto non è soltanto sviluppare nuove conoscenze, ma riuscire a tradurle in diagnosi più tempestive, sperimentazioni più efficaci e percorsi clinici capaci di rispondere alla complessità e alla eterogeneità della SLA. Il confronto tra neurologi, ricercatori e centri clinici è fondamentale per accompagnare questo cambiamento».

AISLA: comprendere la ricerca, senza creare false aspettative

Per AISLA, seguire il Congresso SIN significa offrire alle persone con SLA e alle loro famiglie strumenti per comprendere l’evoluzione della ricerca scientifica.

Le terapie disponibili, i risultati degli studi clinici, i biomarcatori ancora in fase di validazione e le nuove ipotesi biologiche rappresentano livelli differenti del percorso scientifico. Raccontarli correttamente è parte della responsabilità dell’informazione.

Il progresso della ricerca si misura anche nella capacità di trasformare le conoscenze in opportunità concrete per le persone.

AISLA continuerà a seguire gli approfondimenti del Congresso, valorizzando il contributo dei ricercatori e della rete clinica italiana e aggiornando la propria comunità sugli sviluppi scientifici di maggiore interesse.

Fonte: programma definitivo del 56° Congresso nazionale SIN, Firenze, 24–27 ottobre 2026, aggiornamento 12 ottobre 2026.

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