A Ferrara continua il progetto di sostegno psicologico per persone con SLA e caregiver

Ha suscitato grande soddisfazione nelle persone con Sla e nei loro caregiver il “Progetto di Sostegno Psicologico“, che si è realizzato grazie all’impegno economico ed organizzativo di Aisla Ferrara per il quarto anno consecutivo sul territorio provinciale.

In dieci mesi di attività, grazie ad un contributo di circa 2.000 euro assicurato dalla sede ferrarese di Aisla coordinata dal referente Alberto Botti, sono stati realizzati 47 incontri rivolti a quattro pazienti.

A condurre tale attività è stata la dottoressa Chiara Calanca (nella foto), Psicologa‐Esperta in Neuropsicologia Clinica‐ Psicoterapeuta Cognitivo‐Comportamentale, che già lavora come borsista presso l’UO di Neurologia dell’Ospedale di Cona (Fe) ed è impegnata in attività di Valutazioni Neuropsicologiche e Supporto Psicologico per l’ambulatorio delle Malattie del Motoneurone (coordinato dalle Neurologhe Dr.ssa Valeria Tugnoli e Dr.ssa Elisabetta Sette).

Nel dettaglio, la dottoressa Calanca (che ha inoltre partecipato a Milano ai periodici incontri di formazione dedicati da Aisla agli psicologi del Gruppo GipSLA) ha condotto colloqui psicologici sia individuali destinati alla persona malata ed al caregiver, anche a domicilio in caso di grave difficoltà di spostamento: «Gli obiettivi principali del supporto psicologico sono molteplici: ad esempio riconoscere, comprendere e gestire le proprie reazioni psicologiche, favorire il superamento del senso di impotenza, di colpa e di inadeguatezza – spiega la dottoressa Calanca – Ancora, si è potuto rinforzare e potenziare le abilità residue del malato, promuovere la richiesta aiuto, rivedere il rapporto tra nuovi ruoli assunti all’interno del nucleo familiare, il tutto allo scopo di supportare il malato nel difficile percorso di adattamento alla progressione della malattia. L’intervento psicologico richiede una presa in carico globale del paziente e della sua famiglia, in quanto la malattia coinvolge e sconvolge tutti i membri del nucleo familiare. Inoltre, come spesso evidenziato dalla letteratura nel caso di diverse malattie croniche, come nel caso della Sla, l’adattamento emozionale del paziente risulta fortemente influenzato dalle risposte emozionali e comportamentali di chi si prende cura di lui».

Alla fine del percorso, un questionario somministrato telefonicamente dal referente di Aisla Ferrara, Alberto Botti, alle quattro persone con Sla coinvolte (due uomini e due donne di età compresi tra i 56 e i 71 anni, diagnosticati tra il 2008 e il 2015 e con un quadro di supporto assistenziale e clinico differente in termini di funzionalità respiratoria, capacità di alimentarsi e comunicare in maniera autonoma), ha restituito valutazioni estremamente positivi sugli esiti del percorso di sostegno psicologico: «Giudizi sempre compresi tra il buono e l’ottimo sono stati espressi riguardo al percorso generale di sostegno psicologico, alla cadenza e alla durata delle visite, alla validità degli interventi, ai loro effetti sia sulla persona malata sia sui caregiver. Gli interessati, inoltre, hanno auspicato all’unanimità la ripetizione dell’iniziativa – conclude Alberto Botti, referente di Aisla Ferrara – Alla luce di tutto ciò, Aisla Ferrara la riproporrà nel periodo ottobre 2017-giugno 2018, in attesa che trovi piena applicazione il PDTA per i malati Sla licenziato ad inizio 2017 dall’Azienda Ospedaliera e dalla AUSL di Ferrara, dove è previsto anche il supporto psicologico fornito dalle istituzioni sanitarie sia in sede ospedaliera che sul territorio. L’obiettivo è far sì che il servizio possa comunque essere garantito senza soluzione di continuità a malati e famiglie. Il progetto di sostegno psicologico, anche per la prossima edizione, sarà interamente finanziato dalla Sede Aisla Ferrara con fondi propri, provenienti da attività di raccolta svolte sul territorio e donazioni ricevute».

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