Non riuscire più a parlare, non deve portare all’incomunicabilità

Declinata da timbri e intonazioni, scandita in accenti, colorata di sfumature: «La voce è uno strumento, unico e inconfondibile per ciascuno di noi, come un’impronta digitale», spiega il noto cantante Ron, consigliere e testimonial di AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, durante la Giornata mondiale della voce.

Un articolato complesso di suoni: attraverso la voce si veicolano le emozioni, si esprime tanto l’amore quanto la paura, si sta accanto ai propri figli con raccomandazioni e consigli. Uno strumento fondamentale, spesso dato per scontato: «La diagnosi di una malattia ingombrante come la Sclerosi Laterale Amiotrofica porta con sé, fra le primissime conseguenze, il venir meno della voce e quindi della possibilità di parlare — continua Ron —. Le voci metalliche e artificiali dei sintetizzatori vocali concretizzano i pensieri e le emozioni dei pazienti SLA, permettono loro di continuare a tessere relazioni, vivere la quotidianità e ricoprire il ruolo genitoriale».

La riflessione, in occasione della ricorrenza che si festeggia a livello globale fin dal 1999, è perché «anche chi non ha più la possibilità di parlare non smetta mai di far sentire la propria voce, esprimere pensieri e necessità — conclude Ron —. Perché, dall’altro lato, non si smetta mai di ascoltare”.

Questo il nuovo video manifesto di Aisla, per cui Ron ha prestato la sua voce:

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