Friuli Venezia Giulia. 70 mln euro in più in 3 anni ai Comuni Fvg per le cure domiciliari per la non autosufficienza

Aumentano i fondi per raggiungere i livelli essenziali di assistenza sociale. Risorse ai Comuni, i destinatari sono addetti all’assistenza e assistenti familiari. Regione FVG, in coerenza con il Piano Triennale per la Non autosufficienza 2022-2024 intende far convergere in un’unica misura, il FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile) le diverse tipologie di contributi esistenti.

Come ben si evince dalla figura:

Per quanto riguarda le disabilità gravissimel’assegno di cura a loro dedicato prevede le seguenti specifiche:

  • L’accesso avviene tramite i PUA o anche attraverso segnalazione diretta dei servizi territoriali che possono agire proattivamente acquisendo il relativo consenso della persona interessata o di chi ne fa le veci;
  • E’ destinato alle persone in condizione di gravissima disabilità, ivi incluse quelle affette da sclerosi laterale amiotrofica e quelle in condizione di grave demenza, secondo la definizione ministeriale di cui all’articolo 3, comma 2, del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 26 settembre 2016 di riparto del Fondo nazionale per le non autosufficienze (FNA 2016), secondo il livello di gravità di cui alle scale riportate negli allegati 1 e 2 dello stesso decreto;
  • La condizione di gravissima disabilità è accertata dall’UVM tramite i distretti sanitari, che hanno il compito di effettuare la valutazione dei casi avvalendosi delle figure professionali competenti nella somministrazione delle suddette scale;
  • Il progetto personalizzato e partecipato è disposto in UVM e deve contenere almeno i seguenti elementi:
    • la valutazione sintetica del bisogno e della sua natura;
    • i risultati attesi;
    • gli interventi necessari al soddisfacimento dei bisogni assistenziali;
    • l’individuazione del responsabile del progetto (case manager);
    • le fasi temporali e le scadenze dei monitoraggi;
    • l’impegno sottoscritto dell’assistito o di chi ne fa le veci a realizzare il progetto, con le relative modalità;
    • l’impegno sottoscritto, in caso di assunzione di personale di assistenza, di far partecipare gli addetti all’assistenza familiare alle iniziative di formazione avviate o promosse dal proprio territorio di appartenenza.

Il progetto è inoltre definito per area di bisogno con attribuzione delle responsabilità professionali e di servizio in capo ai soggetti coinvolti e con individuazione delle risorse dedicate; al riguardo l’UVM censisce e determina le risorse economiche e prestazionali rese da tutte le componenti coinvolte e costituisce il budget integrato di progetto, a sostegno del progetto stesso, identificando:

  • le risorse professionali ed economiche messe rispettivamente a disposizione dal settore sociale e da quello sanitario;
  • le risorse attivate e messe a disposizione dalla famiglia in modo formale e informale;
  • e risorse attivate e messe a disposizione dal volontariato. 

E’ prevista una soglia di accesso ISEE di 60.000 euro, con estensione a 65.000 in caso di beneficiari minorenni;

  • Si prevedono due classi di intensità del sostegno:
    • un primo livello (elevato sostegno) con importi compresi tra 500 e 1.125 euro/mese,
    • un secondo livello (elevatissimo sostegno) con importi che vanno da un minimo di 850 a un massimo di 1.800 euro mensili.
    • Si prevede che gli importi siano costituiti da un livello essenziale di almeno 400 euro mensili, proveniente dalla quota gravissime disabilità del FNA, e da una quota aggiuntiva regionale;
  • Non si ritiene di identificare parametri di priorità di accesso in caso di risorse non sufficienti rispetto al livello minimo, in quanto si prevede che l’assegno sia comunque garantito interamente con risorse a carico della Regione;
  • Si prevede che, in considerazione dell’elevato carico assistenziale gravante sia sui caregiver familiari che sul personale di assistenza, l’assegno percepito, fatte salve eccezioni predefinite a livello progettuale, debba venir rendicontato limitatamente alle spese direttamente connesse all’assunzione del personale di assistenza.

In conclusione, si evince che:

la programmazione FVG è coerente con il PNNA
viene garantita la continuità
gli importi sono tra i più alti in Italia
non ci sono graduatorie
la soglia ISEE è di 60.000€ (normalmente di 50mila nelle altre Regioni Italiane
L’assessore alla Salute Riccardo Riccardi

Con l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio delle autonomie locali (Cal) del Documento programmatico della Regione Friuli Venezia Giulia sul Fondo nazionale per la non autosufficienza, andiamo verso l’approvazione definitiva delle linee programmatiche che danno attuazione al Piano nazionale della non autosufficienza 2022-2024, che ha come obiettivo la graduale realizzazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps), a sostegno della domiciliarità delle persone non autosufficienti o con disabilità” –

Sono  parole di Riccardo Riccardi assessore regionale con delega alla Salute, disabilità e politiche sociali , pubblicate sul sito del Friuli Venezia Giulia, che prosegue:

Il fondo nazionale per la non autosufficienza ha previsto, nel triennio 22-24, un aumento delle risorse per il Friuli Venezia Giulia per 18.424.000 per il 2022, di 18.736.000 per il 2023 e di 19.866.000 per l’anno 2024, oltre a 320.000 euro, per il triennio, per i progetti di vita indipendente” ha spiegato ancora Riccardi ricordando che queste risorse devono prevedere, oltre a interventi come gli assegni di cura, anche la destinazione di una quota dei fondi per l’implementazione dei servizi destinati alla domiciliarità.

A questi fondi si integrano quelli destinati al rafforzamento dei servizi sociali per il Pua: 480.000 nel 2022, e 1.520.000 euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 – ha dettagliato Riccardi -. La Regione finanzia, fin dal 2014, il tema della non autosufficienza, con fondi propri quali il Fondo per l’autonomia possibile e l’assistenza a lungo termine (Fap), il fondo Sla e il fondo per i gravi-gravissimi, che per il 2022 ha comportato un impegno di spesa di oltre 39 milioni di euro”.

Andiamo a garantire i Livelli essenziali di processo che prevedono, per la persona anziana e per la persona con disabilità, la garanzia di un percorso assistenziale integrato a partire dall’accesso, tramite il Punto unico d’accesso (Pua), alla valutazione multidimensionale, per il tramite dell’equipe integrata sociosanitaria – è entrato ancora nel dettaglio Riccardi -, e alla definizione condivisa del piano assistenziale individualizzato, contenente l’indicazione degli interventi modulati secondo l’intensità del bisogno, come già previsto dalla Legge regionale 22/2019, la legge di riforma sanitaria e sociosanitaria”.

Sia i Leps di erogazione dei servizi che quelli di processo sono garantiti dai Servizi sociali dei Comuni e per garantire l’efficacia di questi percorsi sono previsti dei finanziamenti destinati agli ambiti sociali dei Comuni per il rafforzamento del Pua.

“La definizione del documento di programmazione ha visto il coinvolgimento dei diversi portatori di interesse: parti sociali, consulta disabili, servizi sociali e sanitari – ha ricordato Riccardi -, per condividere obiettivi e percorsi”.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a:
Infohandicap.org: telefono 0432 512635; 0432 294417; 348 5294647;
E-mail: info@infohandicap.org
Web: www.infohandicap.org

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