Contributi “tagliati” ai malati di Sla di Roma Capitale: Aisla chiede un incontro all’assessore Baldassarre 

Un incontro per fare il punto sugli interventi assistenziali per le persone con Sla di Roma Capitale che, a causa dei “tagli” ai contributi previsti per l’assunzione di un badante o destinati al caregiver famigliare, da mesi vivono una situazione di forte disagio.

Lo ha richiesto il segretario regionale per il Lazio di Aisla, Marco Venerucci, con una lettera inviata il 27 luglio a Laura Baldassarre, assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale.

Un passo indietro. Con la Deliberazione n. 7 del 15 gennaio 2018, la Giunta Capitolina aveva approvato le linee guida per l’erogazione di contributi economici, prestazioni assistenziali e sostegno sociale in favore delle persone con disabilità gravissime recependo la deliberazione della Giunta regionale n. 104 del 7 marzo 2017, che contiene le ‘Linee guida operative agli ambiti territoriali per le prestazioni assistenziali, componente sociale, in favore delle persone non autosufficienti, in condizioni di disabilità gravissima, ai sensi del decreto interministeriale 26 settembre 2016’.

Proprio sulla base della deliberazione n. 7/2018 sono stati garantiti, nell’ambito di una sperimentazione di 12 mesi, un assegno di cura (come assistenza nella forma indiretta, badante scelto dalla famiglia, o diretta, acquisto di prestazioni di personale specializzato facente capo a strutture accreditate) di importo fisso di € 800 al mese (graduabile fino ad un massimo di 1.200 euro al mese) oppure un contributo di cura al familiare caregiver di 700 euro al mese.

Per quanto riguarda in particolare i cittadini con Sla, dal 1 marzo 2018 è prevista l’erogazione da parte dei Municipi del contributo a loro destinato in base alla D.G.R. n. 104/2017 ed alle relative linee operative, con la revoca della precedente deliberazione della Giunta Capitolina n. 358/2013.

Ai malati che non rientrino nelle condizioni di disabilità gravissima ma che abbiano già usufruito del Fondo Sla, è stata assicurata la continuità assistenziale attraverso appositi fondi individuati dal Comune di Roma.

Purtroppo, però, il passaggio dal precedente fondo dedicato al nuovo fondo per gravissime disabilità ha comportato il dimezzamento del contributo per retribuire un badante formato e, a causa di ritardi e mesi di scoperto, l’impossibilità di poter corrispondere lo stipendio regolarmente. Anche il contributo per il caregiver è stato diminuito e ciò ha comportato un danno anche al familiare che dedica tempo e salute al paziente, sacrificando la propria vita professionale e sociale.

Da qui i notevoli disagi per le famiglie: in base alle stime di Aisla, per garantire una vita ed un’assistenza dignitosa al domicilio ad un disabile gravissimo nelle condizioni di un malato di Sla, sono necessari almeno 2/3 assistenti familiari che turnino nelle 24 ore e prestino assistenza vigile alla persona. Le famiglie, per soddisfare queste esigenze, sono costrette a sostenere dei costi mensili almeno pari a 3.000 euro: è quindi evidente che l’assegno di cura di 800 euro non rappresenti un sostegno adeguato.

Ecco l’urgenza della richiesta di un incontro con l’assessore Baldassarre, per trovare una soluzione ed evitare ulteriori danni alla salute ed economici ai cittadini di Roma affetti da Sla e alle loro famiglie.

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