AISLA e il Progetto di Vita: Un’Innovativa Visione per l’Inclusione delle Persone con Disabilità

AISLA, con la presenza dell’avvocato Paola Rizzitano presidente della sezione per il Lazio, partecipa all’Osservatorio Nazionale per la disabilità, unendosi al Gruppo di Lavoro che si dedica al tema del “Progetto di Vita”.

Questo concetto sta diventando sempre più rilevante a livello territoriale, regionale e nazionale, snodo cruciale per l’auspicata integrazione socio-sanitaria che costruisce la rete di protezione intorno alla persona con disabilità, riconoscendo diritti e razionalizzando le risorse per una sempre più efficiente ed efficace presa in carico.

Ma cosa intendiamo esattamente con “Progetto di Vita”? Si tratta di un piano personalizzato che ha come obiettivo principale l’integrazione delle persone con disabilità nella società, sia dal punto di vista lavorativo che familiare. Tale progetto è previsto dalla legge n. 328/00 ed è un diritto esigibile, che serve principalmente a coordinare gli interventi socio-sanitari e assistenziali personalizzati in collaborazione con il Comune e l’A.S.L. Inoltre, la legge 112/2016 sottolinea l’importanza del progetto individuale come punto di partenza, ed essa è stata ripresa anche dalla Buona Scuola e dal Decreto Legislativo n. 66/2017 per promuovere l’inclusione scolastica degli studenti disabili.

La proposta innovativa di AISLA si concentra sulla ri-ideazione del significato e del processo della Valutazione Multidimensionale, come stabilito dall’articolo 1, comma 2, della legge 22 dicembre 2021, n. 227. Diverse problematiche compromettono l’efficacia dell’attuale sistema, tra cui la scarsità delle Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), la carenza di competenze specializzate e l’utilizzo di strumenti valutativi non uniformi. Affinché il Progetto di Vita sia completo ed efficace, risulta cruciale l’impegno di un team multidisciplinare che adoperi scale di valutazione uniformi. Lo scopo è illustrare il profilo di funzionamento della persona con disabilità nei vari contesti di vita individuando gli obiettivi specifici del suo progetto. Ciò che si auspica come risultato positivo sono l’aumento del numero di UVM disponibili, l’adozione di strumenti valutativi standardizzati a livello nazionale, programmi formativi per i membri delle UVM e un rispetto prioritario per l’autodeterminazione della persona con disabilità. L’Unità di Valutazione Multidimensionale prevede la collaborazione di diverse figure professionali socio-sanitarie e la comunicazione tra tutti gli attori della rete rappresenta un elemento imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il lavoro svolto da AISLA non solo supporta direttamente le persone con disabilità ma si impegna anche nella formazione e nell’abilitazione adeguata dei caregiver per fornire loro il miglior supporto possibile. I caregiver dovrebbero essere adeguatamente informati sui propri diritti e tutele previste dalla legge, nonché sui bonus disponibili in base alla normativa regionale. Grazie alla fornitura di ausili individuali e all’assistenza legale, sia le persone con disabilità che i loro assistente sarebbero così pienamente consapevoli dei servizi disponibili e adeguatamente supportati.ù
Inoltre, il PNNA 22/24 (Piano Nazionale per la non-autosufficienza) ha come principio fondante quello dell’autodeterminazione della persona con disabilità che dovrebbe garantire, prima di ogni cosa, la possibilità di scegliere come e dove essere assistito.

L’appello di AISLA è ricordare che tutti coloro che contribuiscono al sistema – compresi i vari ministeri e il Terzo settore – sono responsabili del benessere delle persone con disabilità.

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