“Pensieri Sla…cciati. SLA silenziosa ladra di Anime” di Francesco Pucciarelli

 

“Pensieri Sla…cciati. SLA silenziosa ladra di Anime”. E’ già di per sé eloquente, rispetto ai contenuti, il titolo del libro scritto da Francesco Pucciarelli (nella foto  di ondanews.it), 54enne di Caggiano (Salerno) che dal 2014 sta combattendo una fiera lotta contro la Sla.

Il volume consiste appunto in una raccolta di riflessioni dell’autore, accompagnate da suggestive immagini e termina con 3 poesie che Pucciarelli ha dedicato ai suoi compaesani emigrati in Europa e nelle

Americhe.

Sono pagine che rappresentano una profonda ed autentica testimonianza del modo in cui Pucciarelli stesso ha affrontato, negli ultimi 3 anni, la forzata convivenza con la malattia e della sua determinazione ad andare comunque oltre agli oggettivi condizionamenti fisici che la Sla impone.

Pucciarelli, da sempre amante della lettura e già scrittore di alcune poesie, dopo la diagnosi ha infatti iniziato  una laboriosa ricerca di un punto di equilibrio, necessario per convivere con la malattia invece di subirla. Oggi rende partecipi tutti noi del suo percorso proponendoci  – uno dopo l’altro  – i suoi pensieri annotati quotidianamente.

Riflessioni raccontano di un percorso personale, fatto di diverse tappe in cui si rispecchiano le varie sensazioni maturate giorno dopo giorno.

Una meditazione profonda sulla vita resa comunque in  toni leggeri e confidenziali, con note di ilarità e ironia.

Anche il titolo, come detto, ha un particolare significato: i pensieri che affollano la mente sono tanti e non riguardano solo la malattia, che nel caso dell’autore ha potuto sì imprigionare il corpo ma non il cervello né l’anima.

Proprio in quest’ottica la scrittura diviene, in ultima analisi, un modo per sentirsi utile e portare il proprio contributo  alla società, alla comunità di appartenenza senza comunque  fare mancare, tra le righe, una nota di speranza per le persone con Sla e per i loro familiari: ”Ma ciò nonostante, la partita non è finita, bisogna rialzarsi, stringere i denti, provarci e riprovarci ancora” , come scrive Francesco Pucciarelli in una delle sue pagine.

 

 

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