Il progetto Nurse Coach presentato a Roma alla 1^ Convention del Management della Sanità italiana promossa da Fiaso

Fiaso, Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, ha dato spazio a casi virtuosi di buone pratiche in sanità all’interno della 1^ Convention del Management della Sanità italiana che ha avuto luogo a Roma tra il 7 e il 9 novembre.

Tra le eccellenze presentate anche quella della Asl AT di Asti che, prima in Italia, ha introdotto nel suo organico una nuova figura infermieristica, la Nurse Coach, esperta nell’assistenza delle persone con SLA, con l’obiettivo di seguire i malati dopo la diagnosi e le dimissioni dall’ospedale e verificare che l’assistenza domiciliare funzioni al meglio.
La gestione della persona affetta da SLA, (più di 6000 malati in Italia), è molto complessa e, purtroppo, può succedere che dopo la diagnosi, essi non vengano seguiti in modo continuativo e sistematico a domicilio, lasciando alle famiglie il peso di un’assistenza domiciliare che richiede, invece, competenze professionali.

Il progetto, che è stato avviato nel marzo del 2018, nasce da un’idea di condivisa tra AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, impegnata in tutta Italia in attività di assistenza gratuita alle persone con SLA e l’ASL AT di Asti, e da una donazione raccolta apposta per questa iniziativa dall’Associazione Amitiè Sans Frontieres, sezione di Asti, che ha reso possibile l’avvio del progetto stesso.

Questa nuova figura professionale, che nell’ambiente sanitario anglosassone prende il nome di “Nurse Coach”, è stata formata al Centro Clinico NeMO di Milano, specializzato nell’assistenza delle persone colpite da malattie neuromuscolari come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le distrofie muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA).
Il Centro Clinico NeMO è promotore del Master di I livello dell’Università degli Studi di Milano, che ha l’obiettivo di formare professionisti sempre più specializzati nella presa in carico della grave disabilità.

L’infermiera coach, introdotta nell’organico della ASL di Asti, è impegnata 40 ore al mese per seguire 18 pazienti con SLA di Asti e provincia (17 vivono nella loro abitazione, 1 in casa di riposo), visitarli a domicilio e verificare che i piani e gli strumenti di assistenza domiciliare attivati siano sempre adeguati alle condizioni di salute e alle necessità dei malati e delle loro famiglie. Ha, inoltre, il delicato compito di formare i famigliari e le persone che assistono a casa le persone con SLA (caregiver).

I benefici che l’ASL di Asti sta osservando dopo l’introduzione di questa figura sono correlati alla continuità assistenziale, la razionalizzazione della spesa sanitaria e l’umanizzazione delle cure (le famiglie hanno un referente stabile che si occupa di metterle in contatto con la rete assistenziale); il progetto si innesta, perciò, nell’area della continuità assistenziale ospedale–territorio, affidata alla dott.ssa Elena Tamietti, responsabile S.S. Integrazione socio-sanitaria e tutela delle fragilità, valorizzando la presa in carico del malato di SLA multidisciplinare sia nelle cure domiciliari che in residenzialità.

Il dott. Alparone, Direttore Generale ASL AT

Il dott. Alparone, Direttore Generale ASL AT, presente durante la presentazione della Best Practice astigiana a Roma, ha sottolineato come: “Il percorso nurse coach è un ottimo esempio di presa in carico della fragilità connessa ad una patologia altamente invalidante come quella rappresentata dalla SLA.
Ad Asti grazie ad uno specifico percorso strutturato riusciamo a seguire i pazienti affetti dalla malattia nei loro bisogni domiciliari e quando si presenta la necessità anche nella dimensione ospedaliera. La regia del percorso e della gestione a 360 gradi di tutte le esigenze del paziente è effettuata da una struttura organizzativa dell’ASL  che gestisce specificatamente l’integrazione ospedaliera con la dimensione Socio Sanitaria domiciliare a riprova della grande attenzione posta dall’Azienda alle dinamiche di presa in carico strutturata. Il paziente così non viene mai lasciato solo”.

Il progetto della nurse coach è stato presentato l’8 novembre alla 1^ Convention del Management della Sanità italiana dalla dottoressa Elena Tamietti della ASL di Asti.

 

 

Il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo nella sezione Sanità 24 “All’Asl di Asti il nurse coach per i malati di Sla

 

 

 

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